Pensare il dopo. Note per una geografia delle catastrofi

Nel suo intervento, Claudio Ferrata affronta il tema delle catastrofi come risultato dell’incontro tra cause geofisiche e responsabilità sociali, evidenziando gli effetti della distruzione su paesaggi e comunità. A quarant’anni dall’incidente di Černobyl’, l’incontro propone inoltre una riflessione su uno dei casi più emblematici, accompagnata da una breve presentazione del volume fotografico Whiteness in Černobyl’ (2024) di Marco Cortesi e dall’esposizione delle sue immagini in biblioteca.

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Tra natura e cultura. Geografie dell’antropocene – 7 maggio

Nel quadro del ciclo di incontri sull’Antropocene, la conferenza propone una riflessione sul rapporto tra natura e cultura, mettendo in luce come paesaggi e territori siano il risultato dell’intreccio tra processi naturali e azione umana. A partire dagli studi di Mauro Varotto, l’incontro offrirà strumenti per comprendere le trasformazioni ambientali contemporanee e il ruolo dell’uomo nel mondo attuale.

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Claude Raffestin: fabbricare territori ricercando l’autonomia

Nella notte del 25 settembre nella sua casa di Superga, a Torino, si è spento all’età di 89 anni il geografo Claude Raffestin. Oltre che al Dipartimento di geografia e all’Istituto di architettura dell’università di Ginevra, aveva insegnato all’Università di Laval, in Canada, e al Politecnico di Torino. È stato anche un apprezzato membro della Commission d’urbanisme del cantone di Ginevra, nonché direttore del Centro di ecologia umana, che aveva contribuito a fondare, e vice-rettore dell’Università.

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